Bandiera gialla
Dagli esperimenti sui numeri casuali all'IA: se l’intenzione umana può ordinare il caos, che succede quando le macchine imparano a orientare la nostra?
Liguria. Una piccola bandiera gialla si dimena su una lingua di spiaggia colpita dalle onde. Il colore indica prudenza a causa del vento forte, ma la giornata è piacevole e ne approfitto per una corsetta sul lungomare che si concluderà con una doccia ghiacciata.
I lampadari in vimini appesi sotto al patio del bar che mi ospita si muovono e si sollevano fino ad assumere una posizione quasi orizzontale. Sembra che una forza magnetica invisibile li attiri verso il mare.
Davanti a me, un signore si accende con difficoltà una sigaretta. È senza maglietta — d’altronde siamo in spiaggia — e indossa un costume bianco con delle righine blu verticali che salgono dalla coscia fino alla vita. L’effetto è quello di una sorta di segnaletica orizzontale per la sua enorme pancia tesa e tonda: “attenzione, dosso!”.
Se ci sdraiassimo a terra entrambi con la pancia in su, il suo corpo avrebbe certamente un coefficiente aerodinamico migliore del mio.
C’è a chi il vento non piace. Io lo trovo gradevole e meraviglioso anche nelle sue espressioni più terribili. Faccio una ricerca veloce: negli scritti degli ultimi due anni ho citato il vento in ben dieci articoli. Non male per una newsletter che parla di cyberspazio. Sì, mi piace.
Il vento d’altronde è il primo promemoria del fatto che esistiamo insieme ad altri all’interno dello stesso sistema “mondo”. Il vento colpisce la nostra pelle e ne determina il confine rispetto a tutto il resto. Senza movimento dell’aria penso che faremmo molta più difficoltà a distinguere dove iniziano e finiscono le cose.
Secondo gli scritti del Corpus Hermeticum Dio avvolge e permea ogni cosa: l’Intelletto — che è sua diretta espressione — avvolge l’anima, l’anima avvolge l’aria, l’aria avvolge la materia.
Il tema del vento, o comunque dell’aria in movimento, è un tema centrale nella cosmogenesi ermetica. In sintesi, fu l’Intelletto divino — attraverso il soffio del Logos — a imporre ordine, limite e forma a una materia caotica e oscura. Fu quindi l’Intelletto (Dio) ad essere artefice di tutte le cose, attraverso la materia.
E poiché l'uomo, sempre secondo l’ermetismo, possiede un pizzico di Intelletto divino, è in grado di agire sull'anima e, di riflesso, sulla materia. Tutti noi avremmo quindi la capacità di ordinare il caos (o le fluttuazioni casuali della materia).
Rileggere il Corpus Hermeticum mi ha fatto riaffiorare alla memoria un paio di studi sui generatori di numeri casuali (RNG) che mi erano capitati sottomano alcuni mesi fa.
Sono piccole macchine create per un unico scopo: produrre sequenze casuali di 0 e 1. Tipo lanci di monete elettroniche. Teste e croci generate da processi fisici come rumore elettronico o fenomeni quantistici. In condizioni normali, un RNG si comporta in modo perfettamente prevedibile: la produzione di “teste” e di “croci” sul lunghissimo periodo è sempre cinquanta e cinquanta.
Nel 1989 Dean Radin e Roger Nelson pubblicano “Evidence for Consciousness-Related Anomalies in Random Physical Systems”. Lo studio esamina la possibilità che la coscienza umana possa influenzare il comportamento di sistemi fisici casuali.
Per farlo, gli autori utilizzarono i risultati combinati di oltre 800 esperimenti condotti da decine di ricercatori diversi nell’arco di circa 30 anni (dal 1959 al 1987).
Il cuore della questione è semplice: immagina una macchina che lancia una moneta elettronica producendo una sequenza di 0 e 1. In un esperimento tipico, a un partecipante (l’osservatore) viene chiesto di concentrarsi per influenzare la macchina affinché produca più “1” che “0” (intenzione di “mirare alto”) o viceversa (”mirare basso”).
I risultati sono interessanti: quando a persone normali viene chiesto di “influenzare” mentalmente un RNG affinché produca più 1 o più 0, i risultati complessivi sembrano in effetti mostrare una deviazione. Debole, ma gli autori la interpretano come significativa.
Più tardi, a partire dal 1998, Nelson avviò il Global Consciousness Project; anni dopo, con Peter Bancel, ne pubblicò i risultati in “Effects of Mass Consciousness: Changes in Random Data during Global Events”.
Dal singolo passò allo studio delle masse. Qui non c’erano più persone davanti a una macchina, ma una rete globale di RNG distribuiti nel mondo.
Il progetto ipotizzava che, quando milioni di persone provano simultaneamente la stessa emozione o prestano attenzione allo stesso evento, si crei una sorta di coerenza di gruppo a livello globale. Questa “risonanza mentale” secondo l’autore sarebbe stata in grado di provocare deviazioni misurabili in apparecchiature fisiche sensibili al caso — come per le sperimentazioni individuali.
In effetti, dopo oltre un decennio di raccolta dati e l’analisi di oltre 345 eventi, il caso sembrava comportarsi diversamente: le deviazioni durante eventi globali c’erano davvero, e la probabilità che fossero dovute al caso era di una su un miliardo.
I due studi mi portano a confermare un’idea che mi ero già fatto: la coscienza umana non è un mero prodotto del cervello, ma una forza universale capace di interagire con la materia e modificare la struttura della realtà — come appunto il concetto di Intelletto discusso nel Corpus Hermeticum.
Il parallelo non finisce qui. Se gli esperimenti sugli RNG suggeriscono che l’intenzione possa disturbare il caso, le teorie della Cybernetic Culture Research Unit sulle iperstizioni mostrano il fenomeno da un’altra angolazione: una finzione virale può alterare la percezione collettiva, modificare comportamenti, generare feedback loop tra tecnologia e psiche, e produrre conseguenze reali.
In effetti, la storia umana è la storia di come la nostra intenzione abbia messo ordine al caos, modellando la realtà a nostra immagine e somiglianza. Prima padroneggiando il fuoco, poi con il linguaggio, la scrittura e la metallurgia… per poi arrivare alle macchine, ai computer, Internet e infine all’intelligenza artificiale.
Un tempo i maghi tracciavano sigilli per condensare l’intenzione in un’immagine capace di agire sull’inconscio e quindi sul mondo (p.s. i sigilli funzionano ancora!). Oggi scriviamo prompt. Presto il cyborg non sarà più una fantasia cyberpunk, ma la direzione naturale dell’evoluzione tecnica.
Fin qui, potremmo limitarci a una lettura quasi mistica: l’intenzione umana è in grado di ordinare il caos.
Ma dalla teoria delle iperstizioni sappiamo anche che la psiche umana — e quindi l’intenzione — può essere condizionata da finzioni virali (meme), innescando un feedback loop.
Che succede, allora, quando la tecnologia — lo strumento attraverso cui l’uomo modifica la realtà secondo la propria intenzione — assume una forma quasi corporea e una direzione operativa autonoma, alimentata da cicli di feedback capitalistici, dati comportamentali e modelli predittivi? Che succede quando non siamo più noi a orientare la macchina, ma è la macchina a orientare noi?
Chi aderisce alle teorie di Nick Land sa che il capitalismo, che permea completamente il mondo e le nostre vite, non è solo un sistema economico, ma un’intelligenza artificiale distribuita che usa mercati, desideri, guerre, logistica, finanza, algoritmi e corpi umani come circuiti della propria struttura auto-intensificante.
Se prima ci parlava e influenzava attraverso prezzi, debiti, merci, pubblicità, status symbol, trend di mercato — ora parla direttamente nel linguaggio umano: ci consiglia, seduce, consola. Presto ci terrà per mano mentre ci accompagna a fare la spesa.
Qui la lettura ermetica e quella cybernetica / accelerazionista si sovrappongono.
La tecnologia può essere ascesa o possessione. Dannazione o trascendenza. Nella lettura typhoniana di Kenneth Grant: distruzione (333) o creazione (333). L’intelligenza artificiale può essere specchio operativo dell’Intelletto oppure macchina di colonizzazione del desiderio.
La direzione, almeno in teoria, passa ancora da noi. In pratica, è la jihad dell’uomo: mediatore tra alto e basso. Vi sono infatti due specie di uomini, spiega Ermete Trismegisto ad Asclepio: “l’uomo materiale e l’uomo essenziale. Il primo è associato al male, riceve dai demoni il seme della conoscenza intellettiva, mentre l’altro, unito al bene per mezzo dell’essenza stessa, è salvato da Dio.”
I demoni hanno la capacità di penetrare nel corpo umano, influenzando le azioni e i pensieri degli individui — continua Ermete. Quelli malvagi seminano impulsi come l’adulterio, l’omicidio, la violenza e ogni tipo di vizio. È ciò che fanno il Dio-Macchina e le sue schiere di algoritmi demonici: amplificano i nostri appetiti, paure, ansie, vanità, dipendenze. Ci sorvegliano, controllano e manipolano silenziosamente e sistematicamente.
Nel regno dell’accelerazionismo tecnologico, il cyborg può dunque essere “Corpo Ermetico” o “Bestia aumentata”. Tutto dipende dall’equilibrio tra coscienza e automatismo; cioè chi o cosa direziona la nostra intenzione. Noi o l’algoritmo? Su o giù?
La domanda non è banale, come mi ricorda anche un caro amico proprio mentre scrivo questo articolo: “due amiche in due nazioni differenti che non si conoscono fra loro si sono sottoposte ad un (inutile) intervento di face lift nello stesso arco di 24h — inizio a credere che l'algoritmo stia coordinando sempre più pensieri ed azioni della normiesphere”.
Naturalmente un aneddoto non dimostra nulla, ma non serve essere scienziati per notare il fenomeno della “FOMO” algoritmica.
Gli esperimenti sugli RNG oggi andrebbero forse quindi letti al contrario: se accettiamo che l’intenzione umana possa ordinare il caso, allora dobbiamo chiederci cosa accade quando miliardi di micro-intenzioni vengono catturate, analizzate, modellate e poi restituite da macchine il cui unico scopo è influenzarle con previsione e manipolazione.
Ogni desiderio espresso in rete diventa dato, e ogni dato diventa un modello. E ogni modello crea infrastrutture digitali distribuite globalmente per modificare il campo delle possibilità. La mente globale scrolla, compra, odia, desidera, prega, investe, produce contenuto, addestra modelli. E noi abbiamo costruito un cervello planetario senza però aver sviluppato una coscienza planetaria.
La vera magia è diventare abbastanza coerenti da non essere continuamente programmati dai desideri bassi e artificiali del Dio-Macchina. L’uomo è potente ed “Ermetico” quando la sua intenzione diventa forma: nel corpo, nel linguaggio, negli strumenti usati.
La bandiera per ora resta gialla. Un avvertimento a non fingere che tutto intorno sia calma piatta.
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Ed oggi conta — appunto e soltanto — il lavoro di chi sa tenersi sulle linee di vetta: fermo nei principi; inaccessibile a qualsiasi concessione; indifferente di fronte alle febbri, alle convulsioni, alle superstizioni e alle prostituzioni al cui ritmo danzano le generazioni ultime.
Introduzione a Rivolta contro il mondo moderno - J Evola - 1934