L’ultimo ciclo del Capitalismo di Sorveglianza
Il capitalismo di sorveglianza era costruito per gli esseri umani. Gli agenti IA cambieranno tutto.
Per vent’anni il web è stato costruito come un casinò cognitivo per cervelli umani.
Ogni click, ricerca, pausa, scroll o esitazione è stato trasformato in materia prima per profilare, prevedere e manipolare il comportamento umano.
Shoshana Zuboff lo ha chiamato “capitalismo di sorveglianza”. È un fenomeno economico e produttivo che, seguendo logiche parassitarie, ha portato inevitabilmente allo sviluppo di un’architettura globale per la manipolazione dei comportamenti umani attraverso l’estrazione massiccia e continuativa di dati e metadati.
Attenzione → profilazione → previsione → nudging → decisione.
Google — primo capitalista della sorveglianza della storia — viene spesso usato per spiegare questo fenomeno. Ciò che rese Google il primo, fu l’intuizione di un giovane ingegnere, Amit Patel.
Patel intuì che i dati “di scarto” prodotti dalle ricerche degli utenti non erano scarti affatto. Ogni ricerca, click o correzione poteva diventare un segnale da reinserire nel sistema per analizzare e poi prevedere il comportamento umano.
Da qui venne l’idea per il brevetto “AdWords”, il primo motore di advertising in tempo reale al mondo.
Il capitalismo di sorveglianza vive della capacità di:
intercettare intenzioni
analizzare traiettorie cognitive
prevedere comportamenti
sfruttare impulsi
influenzare decisioni
L’essenza del sistema è il controllo probabilistico, monetizzando le capacità di previsione del comportamento umano. Tutti noi facciamo parte di un sistema cibernetico che si ciba delle nostre intenzioni e poi cerca in tempo reale di manipolarle.
La bolla di questo sistema, durato più di 20 anni, potrebbe molto presto scoppiare. L’ago è l’intelligenza artificiale.
I primi segnali sono già visibili. Se ti è già capitato di chiedere a chatGPT, Claude o Gemini di fare una ricerca di mercato su un prodotto o servizio di tuo interesse, anche tu sei già con un piede dall’altra parte.
Gli agenti IA rompono il circuito psicologico dell’advertising. Un banner non persuade un LLM. Uno scroll infinito non ipnotizza un agente. Una macchina non cade vittima di FOMO.
Un agente IA che naviga internet al posto nostro si pone come filtro contro ogni meccanismo tipico del capitalismo di sorveglianza — riducendo il tempo di permanenza su siti pieni di trackers (o annullandolo del tutto); l’esposizione pubblicitaria; la profilazione emotiva; la produzione di metadati comportamentali.
Con gli agenti IA il flusso diventa:
intenzione (prompt) -> query semantica -> filtraggio automatico -> output ottimizzato per l'utenteOserei dire che presto l’intera struttura web a cui siamo abituati potrebbe perdere di senso.
La famosa “SEO”(Search Engine Optimization) — keyword che ormai tutti conoscono — è basata sull’idea che il web sia navigato e utilizzato da esseri umani.
Un buon sito, secondo i criteri SEO, è un sito che riesce a catturare l’attenzione degli esseri umani, anche con metodi ridicoli, come attraverso titoli “click bait” (usati oltremisura anche ormai dalle testate giornalistiche).
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Con l’intelligenza artificiale agentica tutto questo diventa spazzatura semiotica.
Un LLM non sarà mai catturato da un titolo del genere, perché il modello ricerca e incrocia tra loro: benchmark, recensioni, prezzi, compatibilità con le richieste dell’utente, policy aziendali (es. resi, garanzie), reputazione. Il resto è rumore. E nessuno cliccherà più; nessuno visiterà più siti web (se non per finalizzare); nessuno guarderà più ads online.
Dopo lo scoppio della bolla
Oh, non fraintendiamoci.
Viviamo pur sempre nell’Era del Controllo. Le cose cambieranno, ma non è detto che miglioreranno per tutti. Il filo rosso è sempre lo stesso, e chi mi legge con attenzione dovrebbe averlo percepito: il nostro è tempo di speciazione.
Una parte della popolazione continuerà a delegare completamente la propria autonomia cognitiva alle piattaforme, che offriranno servizi centralizzati di intelligenza artificiale agentica.
Almeno, oggi queste persone vedono le pubblicità. Domani, i loro LLM preferiti potrebbero essere influenzati a monte: nel modello, nei dataset, nelle API, nei retrieval layers, nei plugin… e così finiranno comunque per essere manipolati da chi controlla i loro LLM. Insomma, la capacità di autonomia decisionale per queste persone potrebbe perfino peggiorare.
Ma non sarà così per tutti.
La filosofia Cypherpunk potrà assumere una nuova forma. Non più solo comunicazioni cifrate e transazioni peer to peer anonime, ma anche: agenti sovrani, modelli locali, filtri e parametri indipendenti e identità sovrane crittografiche.
L’ultimo collo di bottiglia sono gli LLM, che oggi richiedono risorse computazionali rilevanti per essere sfruttati al meglio. Ma la tecnologia corre veloce: presto far girare un LLM in locale sarà alla portata di tutti.
Chi vorrà potrà dotarsi di agenti IA autonomi, indipendenti e perfettamente privati che si esporranno al posto suo, evitando così qualsiasi tipo di analisi di dati e metadati, profilazione e inferenza comportamentale.
L’Era della Sovranità individuale potrebbe essere alle porte, ma solo per chi riuscirà a controllare gli agenti, prima che questi vengano controllati da altri.
Se i tuoi agenti saranno nelle mani di una Big Tech, allora il capitalismo di sorveglianza cambierà solo faccia: reincarnandosi in una forma più subdola e più pericolosa
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