Ombre dietro lo schermo
Dall'Iperuranio a Sharepoint, riti quotidiani di un’umanità che non ha più corpo.
Ore 6:45, più o meno — il mio corpo inizia a svegliarsi, obbediente al mio orologio interno, come una macchina programmata senza cura. Le palpebre si aprono mentre dalle persiane filtra un sole biancastro, lattiginoso. Sento il sogno della notte scivolare via e non c’è niente che posso fare. Peccato, mi sembrava importante. Mi parlava di Iperuranio.
La mia mattina ha due ore di respiro. Dalle 7 alle 9: camminata con la mia ragazza e figlia, un caffè, qualche chiacchierata. Poi mi siedo davanti al PC, la macchina esoterica che trasforma il silicio compresso in linguaggio, e inizia il rituale quotidiano.
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