Il Chatcontrol discrimina chi protegge la privacy degli utenti
Un documento riservato del Consiglio UE, legato al Regolamento Chatcontrol, mostra un sistema di valutazione negativa per le aziende che offrono privacy e anonimato.
Immagina una sorta di sistema di social scoring, che però si applica solo alle aziende che offrono servizi digitali.
Immagina che questo scoring capovolga qualsiasi criterio di buon senso e abbia lâobiettivo di discriminare le aziende che proteggono la privacy dei loro utenti, premiando invece coloro che non lo fanno.
Assurdo, no? Concordo. Purtroppo non è frutto di una fantasia Orwelliana, ma lâoggetto di un documento riservato del Consiglio dellâUnione Europea diffuso online. Il documento fa parte (è un allegato) del processo legislativo del famigerato âChild Sexual Abuse Regulationâ che gli amici conoscono con il nome di âChatcontrolâ.
Il regolamento è stato oggetto di numerosi approfondimenti da parte mia dal 2021 a oggi. Fin da subito sono stato tra i pochi ad affermare che questa proposta di legge era soltanto un pretesto per contrastare la diffusione dei sistemi di crittografia, boicottare la privacy online e instaurare un regime di sorveglianza di massa. Oggi vedremo che è proprio il Consiglio dellâUnione Europea a confermarlo!
Per chi non ricordasse, il Chatcontrol è un regolamento nato per contrastare la diffusione di materiale pedopornografico online. Nella pratica, però, sarĂ una legge di sorveglianza di massa con gravissime implicazioni per la privacy online e la diffusione delle cosiddette âprivacy enhancing technologiesâ come la crittografia end-to-end.
Il Chatcontrol stabilisce che le aziende a cui si applica possono essere assoggettate a ordini di sorveglianza, chiamati âdetection ordersâ, da parte delle autoritĂ . Questi ordini obbligano a scansionare tutte le comunicazioni e contenuti che transitano nei sistemi al fine di identificare, segnalare e rimuovere contenuti potenzialmente illegali.
Lâemissione di questi ordini di sorveglianza segue criteri di valutazione del rischio: piĂš i servizi erogati dalla piattaforma sono considerati pericolosi, piĂš sarĂ probabile che la piattaforma venga obbligata a eseguire questi detection orders.
CosĂŹ, come descritto nel documento riservato che vedremo ora insieme, il Consiglio ha deciso di sviluppare un vero e proprio sistema di âscoringâ delle piattaforme, in base alla presenza o assenza di numerosi elementi di vario tipo.
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